Lanzo

L'intera area del comune di Alta Valle Intelvi custodisce i massi coppellati, rocce di grandi dimensioni trasportate a valle dai ghiacciai durante le ere glaciali, che presentano sulla loro superficie degli incavi a forma di coppa sferica, chiamati "coppelle", a volte collegati da canalette. Queste incisioni, di diverse dimensioni e profondità, sono state realizzate dall'uomo in epoche preistoriche e protostoriche, probabilmente tra l'Età del Rame e la prima Età del Ferro (cioè tra il 3300 e il 900 a.C.) e il loro significato rimane ancora avvolto nel mistero. I massi con coppelle sono di per sé indatabili, anche se alcuni di essi parrebbero collocarsi tra l'Età del Rame e la prima Età del Ferro (cioè tra il 3300 e il 900 a.C.). (Chiese e oratori di Verna https://www.lazzatim.net/miofolder/visite.htm)

La spiegazione più attendibile afferma che "le pietre rappresentino luoghi di culto, sorta di altari destinati a riti propiziatori di fertilità o per il culto degli antenati; le coppelle costituirebbero quindi il luogo in cui deporre liquidi consacrati o accendere fiammelle votive". (Uboldi M., "Il Caslè di Ramponio Verna. Guida ai luoghi e agli scavi", 2011, Ed. Noto (Co), pag. 49)

Il borgo, facente parte del comune di Alta Valle Intelvi e situato a 900 metri d'altitudine, è un vero scrigno di eleganti dimore liberty, circondate da lussureggianti parchi, che si alternano a pittoresche corti antiche. Da Lanzo si può raggiungere la Sighignola, un punto panoramico soprannominato il "Balcone d'Italia"; tuttavia, anche il Belvedere di Lanzo offre una vista spettacolare.


Chiesa di San Siro

La chiesa ha origine romanica ed è dedicata a San Siro di Pavia. Il campanile è l'elemento più antico.

Presso l'entrata laterale si trova l'acquasantiera della famiglia De Angeli, riconoscibile dallo stemma parlante: "Jacopo (o Giacomo) Novi (di Lanzo) fatto nel 1588".

Nel presbiterio i dipinti sono magistrali: sulla volta, verso l'arcone di accesso, sono raffigurati i santi Stefano e Lorenzo. Negli spicchi i quattro Evangelisti e dietro l'altare maggiore i Dottori della Chiesa. Nelle lunette, a sinistra una copia perfetta dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie a Milano e, a destra, l'Adorazione dei Magi. Ai lati del presbiterio sulla destra c'è un bellissimo tabernacolo a muro quattrocentesco.

Nella prima cappella di destra vediamo la tela di Onorato Andina della Madonna del Rosario.


Santuario della Madonna di Loreto

Fino alla fine dell'Ottocento l'edificio si ergeva in un relativo isolamento, circondato da campi. La sua origine è legata alla devozione di Pietro Spazzi, un artista di Lanzo attivo a Trnava in Slovacchia, il quale, ispirato da un analogo culto diffuso nelle Marche dalla sua famiglia, ne promosse la costruzione. Dopo la sua morte, il nipote Giovanni Pietro Spazzi, uno stuccatore, ereditò il progetto e lo portò a compimento. Eretto in soli quattro anni, dal 1673 al 1678, e consacrato il 30 giugno 1678, il santuario riproduce la Santa Casa di Loreto, un luogo di profonda importanza religiosa. Nel 1874 viene aggiunto il sagrato.

L'edificio, arricchito da numerose lapidi commemorative, tra cui quella di fondazione che ricorda Pietro Spazzi e la sua elevazione a Santuario nel 1942 per volere del vescovo Macchi, presenta all'ingresso una volta affrescata.

La venerata statua della Madonna Nera lauretana col Bambino si presenta con un elegante manto azzurro e una dalmatica ingioiellata. La corona, segno di devozione, risale al XVIII secolo, mentre la grata con le rose è un'aggiunta ottocentesca. L'effige della Madonna Nera è presente anche nel paliotto d'altare, opera forse del Maestro di Sant'Agata, discepolo del Molciani, o forse proveniente dalla bottega di scagliolisti dei Solari di Verna. 


Negli ITINERARI E CAMMINI le brochure delle singole chiese.